giovedì 5 novembre 2020

giorno 9 ferragosto al monte Cernera

 Ieri in serata ci siamo sentiti con Annalisa e così all'ultimo abbiamo deciso di passare il giorno di ferragosto insieme salendo al monte Cernera, un monte per me sconosciuto fino a ieri, ci si arriva dal noto passo del Giau, ma solitamente quando si è in zona di solito ci si arriva per arrivare al Nuvolau e all'Averau o in qualche caso alla Croda da Lago, invece partendo dal passo e affrontando la prima parte che porta alla Croda da Lago , passando di fianco alla chiesetta sul passo e lasciando a un certo punto il sentiero che si sta affrontando facendo una deviazione a destra alla forcella Zonia ci si trova proprio sotto la parete di una montagna del tutto rispettabile anche per l'altezza che divide la vallata di alleghe a quella di Cortina, forse Cernera sta a significare una cerniera fra due vallate, un luogo di collegamento.

la Prima parte del percorso oserei dire che è in piano con brevi saliscendi fino all'arrivo all'attacco di un sentiero attrezzato, a dire la verità si arriva a un muro vero e proprio alto diversi metri, sul quale bisogna arrampicarsi anche un pò di forza per superarlo, passato questo il sentiero procede fin sotto un attaco con un altro tratto attrezzato  dopodichè si giunge a un tratto erboso che sale in maniera ripida e porta all'ultimo tratto attrezzato con gocciolamento continuo, è un canalone ripido, da superare arrampicando, bisogna fare attenzione all'umida, superato questo si sale l'ultimo tratto fra ghiaie e manto erboso fino alla cima .

Di quassù la veduta è fantastica la vista può spaziare a 360 gradi, dal Pelmo al Civetta alle Tofane, al Nuvolau al Formin a un infinità di vette incredibile, il percorso è un pò impegnativo, ma in un anno di affollamento specie dal passo Giau vero il Nuvolau qui incontriamo veramente poca gente, una cima fantastica poco conosciuta, va affrontata con molta attenzione in base alla preparazione, se non ci si sente sicuri è bene portare un imbrago, comunque i cavi nei tratti più pericolosi ci sono e la roccia è buona e non mancano appigli, attenzione nel tratto più umido.

Bella scoperta.

Finita  la discesa alla forcella Zonia ci fermiamo in un prato a festeggiare il ferragosto con un bel panino.

poi rientriamo al passo prima che cominci a piovere il tempo è cambiato improvvisamente, qui salutiamo Annalisa, Lorenzo e Roberto, chissà se ci incontreremo il prossimo anno.

Il percorso fondamentalmente è non è lungo, fra andata e ritorno avremo percoso un pò più di 7 km e un dislivello di poco superiore ai 500 metri.
























 


Giorno 8 da Candelle al rifugio Bonner

 periodo di instabilità meteo, anche oggi le previsioni non promettono niente di buono, abbiamo sentito ieri sera Laura e Stefano due amici del Cai di Faenza che sono a San Candido, insieme abbiamo deciso di incontrarci per fare una camminata insieme senza allontanarci troppo visto l'alta possibilità di pioggia.

Così ci troviamo a Candelle per salire al Rifugio Bonner e se il tempo lo permette anche alla cima di Corno Fana, per noi ormai una classica che ripetiamo quasi tutti gli anni utilizzando i vari sentieri che ci portano in cima.

La giornata è molto nuvolosa e la salita è molto ripida ma poi decidiamo a un certo punto di lasciare la salita ripida per sceglierne una ripidisssima , il cartello ce la indica al 28% , ma preferiamo saluire di qui perchè entriamo nel bosco, e il bosco in questi giorni da i suoi frutti, la salita è faticosa poi il bosco si fa più rado e finisce e gli ultimi tratti di salita si fanno su strade che tagliano dei pratoni dove pascolano delle belle mucche felici che rendono il paesaggio bucolico, nonostante la nuvolosità, poi come previsto comincia a piovere , per cui indossiamo gli antipioggia e continuiamo a salire, poi in prossimità del rifugio la pioggia smette.

Arrivati al Bonner ci sediamo, ci prendiamo da bere e mangiamo qualcosa , di qui il paesaggio che abbiamo attorno e fantastico, siamo quasi in cima ma decidiamo di rientrare perchè la pioggia è imminente.

Scendiamo, ci coglie un pò di pioggia e la temperatura si è abbassata molto, poi la pioggia smette e noi continuiamo a scendere chiacchierando e guardandoci intorno, programmando escursioni per i prossimi giorni.

Anche oggi abbiamo percorso circa 10 km e e oltre 700 metri di dislivello.














giorno 7 da Sesto alla baita del Cacciatore

 Giornata con previsioni meteo non buone, pioggia prevista in tarda mattinata, decidiamo di approfittarne per riprendere fiato facendo una piccola, così abbiamo pensato quando l'abbiamo programmata, camminata per raggiungere una baita in cui eravamo stati qualche anno fa d'inverno e avevamo mangiato molto bene, la Baita del Cacciatore.

Arrivati a Sesto tutte le nuvole previste non si sono ancora fatte vedere e quindi decidiamo di salire a piedi.

Il sentiero parte dal centro e subito si inerpica sul versante sopra Sesto in una ripida salita,che non ci abbandona fino a che non saremo arrivati in cima , il paesaggio che ci accompagna ècomunque molto bello di fronte a noi abbiamo la Croda Rossa e tutte le cime più belle delle Dolomiti di Sesto, è veramente uno spettacolo, poi quando siamo quasi in cima la strada spiana un pò e entriamo in un bosco molto bello, è un piacere camminare qui in mezzo anche la fatica per salire ormai non si sente più ormai dovremmo vedere la baita, e finalmente eccola in cima a un erta in un pratone ci aspetta l'ultima ripida salita.

Arrivati vediamo che si sta rannuvolando di brutto, il tempo di sederci all'aperto in un tavolo sotto una tettoia che comincia a piovere di brutto, ma noi siamo riparati mangiando le specialità del posto , per far passare il temporale allunghiamo la lista delle pietanze da assaggiare, finalmente smette di piovere preso il caffè e bevuto il loro ammazzacaffè decidiamo di scendere prima che torni a piovere.

La discesa è più veloce e ripida, prendiamo una scorciatoia, ma continuiamo a goderci il paesaggio, ora le nuvole si sono allontanate e non ha senso correre, ogni momento in questi luoghi va vissuto.

Così anche oggi abbiamo percorso circa 11 km e 600 mt di salita.