giovedì 5 novembre 2020

Giorno 10 anello del Giogo lungo in Val Aurina

 Ci troviamo con Laura e stefano e scendiamo in Valle Aurina, oggi affrontiamo un giro che abbiamo studiato a tavolino, partenza da Casere dal parcheggio dove finisce la strada, imbocchiamo subito il sentiero che costeggia il fiume poi in prossimità della chiesa lo attraversiamo e cominciamo la salita.

Dopo aver superato un primo tratto di salita  ci troviamo dentro a una valle fantastica , piena di acqua che scende da tutti i versanti della montagna in fondo alla valle, molto lunga si intravedono le nevi dei ghiacciai.

La valle è veramente lunga e sale di continuo, ci sono fantastici pascoli con mandrie di mucche che pascolano tranquille, la giornata è soleggiata e l'ambiente è bucolico.

Arriviamo verso il fondo della valle e il rifugio non si vede ancora , poi finalmente sulla destra in alto si vedono le bandiere il rifugio rimane lì dietro, abbiamo ancora una mezz'ora buona di salita su ripidi tornanti rocciosi.

Finalmente arriviamo al rifugio, è ora di pranzo, ci sdraiamo sull'erba e su alcune panchine a riprendere fiato e a mangiare guardandoci intorno e ammirando i ghiacciai da vicino, si nota che si stanno sempre più ritirando e anche ora si stanno sciogliendo, la quantità di acque che abbiamo incontrato salendo e che davano vita a una moltitudine di cascate sono l'effetto di questo scioglimento.

Dopo aver mangiato e esserci riposati ripartiamo cominciando a scendere verso la valle del ferro, mentre a salire abbiamo affrontato la valle del vento.

Subito oltre la cresta abbiamo di sotto di noi un bel lago alpino e man mano che scendiamo la forze delle acque ha creato fantastici giochie cascate fra le rocce fino ad arrivare ad un piano acquitrinoso, dove sembra di camminare sull'ovatta  tanto è morbido, siamo in una torbiera che ci porterà fino alla malga Rot Alm dove ci fermiamo a riposarci e a prendere del formaggio, di qui comincia la discesa che riporta a Casere ma di qui comincia anche la cascata che si vedeva quando siamo partiti dal parcheggio, la prima parte continuiamo a costeggiare il  Rio di Valle Rossa che nasce dal lago sotto il rifugio ma che raccoglie l'acqua che scende da ogni piccola valletta, la seconda parte della discesa invece attraversa le miniere di ferro che si aprono su vari livelli, sono miniere storiche che risalgono a centinaia di anni fa .

Quando arriviamo a Casere siamo stanchi ma appagati, forse è stato uno dei percorsi più belli . Abbiamo percorso circa 17 km con un dislivello di olltre 1100 metri.

































giorno 9 ferragosto al monte Cernera

 Ieri in serata ci siamo sentiti con Annalisa e così all'ultimo abbiamo deciso di passare il giorno di ferragosto insieme salendo al monte Cernera, un monte per me sconosciuto fino a ieri, ci si arriva dal noto passo del Giau, ma solitamente quando si è in zona di solito ci si arriva per arrivare al Nuvolau e all'Averau o in qualche caso alla Croda da Lago, invece partendo dal passo e affrontando la prima parte che porta alla Croda da Lago , passando di fianco alla chiesetta sul passo e lasciando a un certo punto il sentiero che si sta affrontando facendo una deviazione a destra alla forcella Zonia ci si trova proprio sotto la parete di una montagna del tutto rispettabile anche per l'altezza che divide la vallata di alleghe a quella di Cortina, forse Cernera sta a significare una cerniera fra due vallate, un luogo di collegamento.

la Prima parte del percorso oserei dire che è in piano con brevi saliscendi fino all'arrivo all'attacco di un sentiero attrezzato, a dire la verità si arriva a un muro vero e proprio alto diversi metri, sul quale bisogna arrampicarsi anche un pò di forza per superarlo, passato questo il sentiero procede fin sotto un attaco con un altro tratto attrezzato  dopodichè si giunge a un tratto erboso che sale in maniera ripida e porta all'ultimo tratto attrezzato con gocciolamento continuo, è un canalone ripido, da superare arrampicando, bisogna fare attenzione all'umida, superato questo si sale l'ultimo tratto fra ghiaie e manto erboso fino alla cima .

Di quassù la veduta è fantastica la vista può spaziare a 360 gradi, dal Pelmo al Civetta alle Tofane, al Nuvolau al Formin a un infinità di vette incredibile, il percorso è un pò impegnativo, ma in un anno di affollamento specie dal passo Giau vero il Nuvolau qui incontriamo veramente poca gente, una cima fantastica poco conosciuta, va affrontata con molta attenzione in base alla preparazione, se non ci si sente sicuri è bene portare un imbrago, comunque i cavi nei tratti più pericolosi ci sono e la roccia è buona e non mancano appigli, attenzione nel tratto più umido.

Bella scoperta.

Finita  la discesa alla forcella Zonia ci fermiamo in un prato a festeggiare il ferragosto con un bel panino.

poi rientriamo al passo prima che cominci a piovere il tempo è cambiato improvvisamente, qui salutiamo Annalisa, Lorenzo e Roberto, chissà se ci incontreremo il prossimo anno.

Il percorso fondamentalmente è non è lungo, fra andata e ritorno avremo percoso un pò più di 7 km e un dislivello di poco superiore ai 500 metri.