giovedì 24 settembre 2015

Ferrata del Paterno

Sabato 22 visto che il tempo non è pessimo e avuto rassicurazioni sulla tenuta da parte della proprietaria dell'appartamento decidiamo di andare a fare la ferrata del Paterno.
Raggiungiamo il rifugio Auronzo in auto e ci dirigiamo verso i rifugi Lavaredo e Locatelli insieme a una moltitudine di persone che percorrono uno dei tratti più frequentati delle Dolomiti, il Giro delle Tre Cime di Lavaredo, raggiunto il Locatelli prendiamo il sentiero che ci conduce verso la Salsiccia di Francoforte un pinnacolo roccioso che sta alla base del Paterno, qui ci mettiamo l'imbragatura e ci avviciniamo alle gallerie, il primo tratto di queste ha qualche apertura che da luce poi si arriva al punto che fa una certa impressione,  si comincia a salire per degli scalini lungo questo cunicolo completamente al buio che sale dentro la montagna e dopo un quarto d'ora circa si raggiunge l'uscita dove comincia la ferrata vera e propria.
C'è molta gente che la percorre molti infatti arrivano in cima al Paterno dal Locatelli e rientrano per cui diventa un pò complicato in alcuni punti alternarsi fra chi sale e chi scende.
La salita è spettacolare abbastanza esposta, arrivati in cima decidiamo di dirigerci  dalla forcella Camosci alla forcella Pian di Cengia continuando sulla ferrata che attraversa tutto il monte, fuori dalla ferrata e tolto l'imbrago dopo aver mangiato qualcosa raggiungiamo un ghiaione dal quale scendiamo senza arrivare a Pian di Cengia e arriviamo in un fondovalle con un sentiero che con un pò di salita ci conduce al rifugio Lavaredo, sosta per una fetta di torta dove ci godiamo anche lo spettacolo delle Tre Cime, sono le 15, siamo partiti verso le 9 .
Ora manca poco al rifugio Auronzo per prendere l'auto e rientrare.
Splendida escursione avremo fatto circa 7/800 metri di dislivello in salita e 6 ore di durata.
tempo non bellissimo un pò di nuvole che non ci hanno permesso di avere sempre un'ottima visibilità sulle Tre Cime ma considerato che il meteo metteva pioggia è andata bene.
E' invece impressionante il lavoro delle gallerie scavate dai soldati durante la prima guerra mondiale, quanta fatica e sacrifici e sangue per scavare difendere queste postazioni, quando si attraversano questi luoghi un pensiero va al sacrificio dei tanti giovani che su queste montagne hanno lasciato la loro vita.






























































Nessun commento:

Posta un commento